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 CENTRO RICERCHE L'ARC: Un nuovo museo a Villar San Costanzo

Museo Villar San Costanzo 
Ottobre 2009: inaugurazione del museo L'Arc

La Sala Espositiva Centro ricerche l’Arc sarà aperta al pubblico la seconda domenica di ogni mese dalle ore 14.30 alle ore 18.30 per visite guidate.
Per visite didattiche di scuole o gruppi telefonare al n. 345-7782156 lasciando eventuali messaggi in segreteria.
Il costo del biglietto è di 1 euro.

Nel corso del 2010 l’Associazione propone le seguenti iniziative:
1) corso di tiro con l’arco storico: articolato su quattro appuntamenti da sabato 9 gennaio al 30 gennaio: sono previste due sessioni alle ore 15,00 e alle ore 17,00
2) Giornate didattiche di Archeologia sperimentale “La pietra e l’arco”: sabato 10 e domenica 11 aprile
3) Raduno arcieristico storico: sabato 19 e domenica 20 giugno.

Orari e date sopraccitate potrebbero subire variazioni, pertanto si consiglia di consultare frequentemente il sito di Villar San Costanzo e dell'Associazione L'ARC.

Arcieri a Villar San Costanzo 
Giugno 2010: Raduno arcieri medievali a Villar San Costanzo  

Museo Villar San Costanzo

Museo Villar San Costanzo

Museo Villar San Costanzo

Museo Villar San Costanzo

Sabato 17 ottobre presso la Sala Polivalente di Villar San Costanzo è stata inaugurata la nuova sede del “Centro Ricerche l’Arc”, delegazione PALEOWORKING della Provincia di Cuneo, che da oggi in una saletta dedicata ospita un’esposizione permanente dedicata all’arco in tutte le sue espressioni storiche dal mesolitico al tardo medioevo, riproduzioni di oggetti di lavoro con l’utilizzo di pietra e legno, modelli di case paleotiche, strumenti di costruzione di case medievali (notevole il plastico del Castellar di Celle Macra), la ricostruzione in scala di armi medievali come la grande catapulta con arco che occupa la parte centrale della sala polivalente.


Un meraviglioso viaggio nel passato, affrontato con rigorosi criteri scientifici da esperti e appassionati del settore. “Tutti gli oggetti esposti sono riproduzioni fedeli di originali che sono stati ritrovati in mezza Europa – racconta Mauro Cinquetti, per lungo tempo collaboratore del Museo Civico di Archeologia e Antropologia di Pinerolo - . Non solo: li abbiamo ricostruiti utilizzando gli stessi attrezzi che l’uomo aveva a disposizione all’epoca, il che ci fa comprendere le capacità manuali e tecniche che egli era in grado di sviluppare.

Una tecnologia tutt’altro che primitiva: gli stessi strumenti li utilizziamo sia io che Sergio Savio, socio ricercatore dell’Associazione, nelle nostre attività quotidiane!”


È un piacere farsi accompagnare alle origini della storia da chi la vive con una passione profonda: “Come illustrato nel pannello di ingresso – continua Cinquetti – le pietre di lavorazione più pregiate arrivavano dal Monviso: ne sono stati ritrovati reperti in tutta Europa, a testimonianza di un commercio diffuso e capillare già in epoca preistorica.

Quando salgo lassù, ad oltre 2000 metri di quota, e ritrovo le aree di lavorazione della pietra verde così come sono state lasciate migliaia di anni fa, con rocce scalpellate e schegge che sono rimaste sparse sul terreno per tutto quel tempo, è come se entrassi in un’altra dimensione del pensiero: siamo a diretto contatto con siti archelogici dimenticati, che ci parlano di popoli cacciatori e pastori che nei loro riti scolpiti su massi-altare si rivolgevano al Sole, alla Luna e alle stelle, e che facevano delle rocce lavorate un prezioso oggetto di scambio commerciale.

Con le asce costruite abbattevano gli alberi e lavoravano il legno, operazione poco indicata utilizzando la più famosa selce. Un’altra importante risorsa era presente nel nostro territorio: il maggiociondolo. Con il suo legno si costruiscono archi eccezionali e ancora oggi, quando organizziamo raduni di Paleoworking, l’ambito premio che offriamo agli appassionati che giungono da tutta Italia, sono tronchi di questo magico albero”.


Parliamo con il fondatore Enrico Ascani: “La nostra Associazione nasce nel 1992 a Genola, ma avevamo già allora nel nostro destino la Valle Maira: le nostre ricerche sono infatti iniziate dall’affresco quattrocentesco della cappella di San Sebastiano a Celle Macra, dove il martire viene rappresentato fra quattro arcieri che lo trafiggono di frecce (a cui poi sopravviverà).

Gli oggetti che oggi ritroviamo nell’esposizione erano però custoditi nelle nostre case, nelle cantine e nelle soffitte dei soci: siamo grati all’Amministrazione di Villar San Costanzo che con entusiasmo ha risposto alla richiesta di uno spazio per rendere visibili al pubblico i lavori e le ricerche che portiamo avanti da anni.

Lo scopo che ci prefiggiamo è didattico e divulgativo: ciò non significa andare nelle scuole ad insegnare a costruire armi da guerra, bensì venire a conoscenza della cultura di un tempo, quando l’uomo viveva utilizzando le risorse che il territorio offriva; i ragazzi ritornano a guardare la natura come momento di svago e di gioco”.


“L’associazione L’Arc, oltre alla didattica e a ricerche scientifiche di prestigio (abbiamo fornito consulenze in Sardegna per lo studio degli archi di età nuragica e al Museo di Tenda per la riproduzione dell’arco dell’Uomo di Oetzi) – dice Francesco Gorgo –, organizza manifestazioni e spettacoli culturali di rievocazione storica quali assedi, battaglie, riti ed eventi realmente accaduti con particolare attenzione all’attendibilità storica delle attrezzature, dei costumi e delle azioni proposte: sotto questo aspetto Villar San Costanzo si adatterebbe pienamente a ricreare suggestioni medievali”.

Per organizzare delle visite all’esposizione di Villar, contattare il responsabile Enrico Ascani (340.5374280 oppure
enricolarc@libero.it). 

Museo Villar San Costanzo
Museo Villar San Costanzo
Museo Villar San Costanzo

Museo Villar San Costanzo

Museo Villar San Costanzo

Museo Villar San Costanzo

 Museo Villar San Costanzo

Museo Villar San Costanzo

Testi e foto: Enrico Collo

 

 

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